venerdì 1 gennaio 2010

30.12.09

30.12.09
Un giorno come tanti altri, non c'è che dire. Il mio padrone chiama, ed io corro da lui, pronta ad eseguire qualsiasi cosa mi chieda, pronta a vendermi l'anima, pur di vedere la soddisfazione trapelare dai suoi occhi di ghiaccio. E così faccio.Lo raggiungo al locale, ma non lo vedo subito. Ed ecco il senso di vuoto che mi pervade... Dov'è? Pensando che non sia ancora arrivato, mi chiudo in camerino e, finalmente, lo vedo... E' lì, con tutta la sua grazia e il suo portamento...
Non devo più ordinare alle mie gambe di inchinarsi, ormai è un gesto automatico... Non posso permettermi di stare all'altezza di cotanta bellezza... E avrei davvero fatto di tutto per lui... per vederlo soddisfatto e fiero di me...
Ma quel giorno mi chiese la cosa più difficile che potesse chiedermi...
Assumere il ruolo inverso al mio... essere una mistress...
Mi sono sforzata di obbedire... per lui, solo per lui... Ma mi tremavano le mani e la voce. C'era un nuovo aspirante slave, e il padrone ha dato a me il compito di mostrargli il nostro mondo. No, non ce la potevo fare.
Era il compito più difficile che potesse darmi...
Ma ci ho provato lo stesso. Per lui, solo per lui.
Ma sono stata sciatta e poco credibile... e la leggevo... leggevo la delusione negli occhi del mio signore...
E giustamente, mi chiese di scegliere la mia punizione...
Mi sentivo persa... come se non ci fosse niente di abbastanza forte da farmi perdonare per l'errore commesso... Sotto suo ordine, iniziai a vagare con lo sguardo nella valigietta, finchè non vidi qualcosa che mi illuminò... Vidi degli aghi... Bene, forse il sangue avrebbe potuto essere abbastanza per gratificare il mio signore... Parlai. Gli dissi che avrei offerto il mio sangue...
E i suoi occhi si illuminarono... A quanto pare era un'offerta a lui gradita...
Allora mi portò a casa sua. Avrei dovuto scontare una "punizione speciale"...
Non vedevo l'ora di compiacerlo, quindi lo seguii..
La sua casa era esattamente come lui. Elegante, con uno stile classico, raffinato... Tutto sembrava essere circondanto da un'aurea eterea... proprio come il mio signore. Entrammo e mi lasciò nel salone con un ordine. Eseguii, accendendo tutte le candele della sala e l'odore d'incenso mi invase le narici. L'atmosfera era a dir poco perfetta... come tutto in quella casa. Mi spogliai e mi inginocchiai al centro della sala, in attesa del ritorno del mio signore... E, finalmente, lo vidi..
Camicia bianca di seta, capelli sciolti e biondi, occhi glaciali... stavo per sfregarmi gli occhi dall'incredulità... Era un angelo quello che avevo davanti...
Poi parlò e non potei fare a meno di obbedire ai suoi ordini...
Mi mostrò le lame... mi disse cosa mi avrebbe fatto... provò a farmi desistere...
Ma l'unica cosa che volevo... era vedere il piacere e la soddisfazione nei suoi occhi. Così mi lasciai legare i polsi, mi lasciai bendare e mi lasciai sollevare. E poi lo sentii avvicinarsi. Sentii la lama che mi accarezzava la pelle...
La sua dolcezza riesce sempre a stupirmi... perchè era così... era dolce mentre mi passava la lama lungo la pelle. E poi sferrò il primo colpo. Non so dire esattamente cosa provavo. Sentivo la pelle bruciare e pizzicare e sentivo il sangue sgorgare leggero e lento... Era doloroso... non molto di più di una frustata, ma era doloroso... E in me il dolore aveva uno strano effetto...
Mi eccitava. Il mio signore non si fermò e sentivo la lama che mi lacerava piano la pelle lungo le cosce, i glutei, il seno... Il dolore bruciava... E, allo stesso tempo, mi sentivo viva...
Sentivo il mio stesso sangue scorrere... la mia vita pulsava fuori e dentro il mio corpo... E il mio signore era lì, a godersi il mio sacrificio per lui...
Parlava piano, mi sussurrava parole all'orecchio mentre mi lacerava ancora con la lama... Sembravano parole così lontane... domande a cui non avrei mai saputo dare una risposta... non prima di quella sera...
Ero sua, solo sua... gli appartenevo... volevo compiacerlo e basta...
E parlai piano anche io. La voce mi uscì come un rantolo, mentre il sangue e i liquidi di eccitazione mi scolavano lungo le gambe...
E poi lo sentii... sentii le sue dita dentro di me...
E non riuscii a trattenere i gemiti... Di dolore e piacere. Le orecchie mi fischiavano, la testa era pesante, eppure percepivo il suo tocco e ne ero consapevole, come nessun'altra cosa al mondo. Poi si fermò.. Voleva andare più a fondo, con la lama... E voleva il mio permesso...
Cosa potevo fare? Ero abbandonata a lui... E lo pregai di continuare.
Stavolta la lama andò più affondo nella mia carne, e urlai di dolore...
Tuttavia, nello stesso momento, anche le sue dita andarono più affondo dentro di me...
Il dolore e il piacere erano fortissimi... Due sensazioni contrastanti che si fecero spazio dentro di me, annullandomi...
E poi... la sua voce...
"Il tuo dolore e il tuo piacere mi appartengono"... Era così... appartenevo a lui, totalmente e pienamente. E l'orgasmo esplose... Così forte da farmi urlare come non mai...
Poi tutto finì. Il mio signore mi liberò le braccia e mi sostenne, portandomi sul divano. Quella, forse, fu la parte più bella... Si prese cura di me, per non so quanto tempo... Mi asciugò il sangue, mi baciò piano la pelle e mi trattò... come se fossi la cosa più preziosa che aveva... Non mi ero mai sentita così... Mi abbandonai ancora di più a lui... e mi insegnò una grande lezione...
Un padrone non voleva mai rovinare il suo slave... infatti le ferite non erano profonde, anzi, iniziavano già a rimarginarsi...
Seguii il mio padrone a letto e, lì, giunse la vera ricompensa: potevo avere l'onore di toccare il suo corpo...
Per poco il cuore non mi schizzò fuori dal petto. Presi velocemente il suo pigiama in seta e iniziai a spogliarlo...
La sua pelle, il suo corpo... era la cosa più bella che avessi mai visto. Indugiai con le dita sulla sua pelle, carezzandola piano. Volevo imprimermi il suo odore in mente... E lo feci...
Poi parlò, ancora, concedendomi un privilegio ancora più grande: Dormire nel suo letto... fargli da poggia piedi...
Era assurdamente bello... Se quello era il premio, mi sarei fatta dissanguare tutte le volte che lo desiderava.
Mi rannicchiai sul bordo del suo letto e, quella notte, dormii circondata dal suo odore.

1 commento:

  1. Ciao sono mi piacerebbe contattarti per un'intervista. Se mi lasci una forma di contatto anche via mail spero riusciremo ad interfacciarci. Grazie, Ciao

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