Two for one
Anche quel giorno, non appena il mio signore chiamò, lo raggiunsi velocemente al locale. "Corri a cambiarti", furono le parole del mio signore. Obbedii e mi ciusi in camerino, indossando il vestito da cameriera che il mio signore mi aveva donato.
Tornai da lui e continuai l'addestramento...
Mi spiegò tutte le regole che avrei dovuto osservare...
Le ascoltai in silenzio: ce la potevo fare, ero intenzionata a farcela... Per me e per il mio padrone!
Recepii e memorizzai le regole, ma fummo interrotti dall'arrivo di alcune persone... Una donna, molto garbata, che il mio signore mi ordinò di servire, e due ragazzi, casinisti, di cui si occupò lui stesso, cacciandoli via.
La donna sembrava strana. Una cinese... E mi guardava in modo simile ma, allo stesso tempo, diverso, rispetto al mio signore...
Mi guardava come un master guarda una slave, ma in lei non c'era la dolcezza che, mista alla severità, il mio signore usava con me..
Poi capii, era una mistress, che aveva contattato il mio signore per lavorare allo Zen Vip nell'addestramento delle slave.
Ascoltai le loro parole, finchè la cinese non si rivolse a me... Mi fece salire sul tavolo, compiaciuta, e mi osservò... Il mio padrone le diede il permesso di "giocare" con me.. E lei lo accolse volentieri...
Prontamente, infilò le mani nei miei lunghi capelli, facendo una treccia parecchio tirata. Poi, mi legò le mani con una cinghia, dietro la schiena... e le allacciò alla treccia... Ero immobilizzata... Per muovermi avrei dovuto tirarmi i capelli...
Come se non bastasse, legò con una corda di canapa, le mani alle caviglie, immobilizzandomi del tutto in una posizione scomoda... Presi un bel respiro e restai in silenzio, in attesa di ordini... Poi... la mistress... sfidò il mio signore...
Ovviamente la sfida dovevo affrontarla io.. Restai in silenzio, attendendo la mossa della cinese...
Prese uno sgabello, mettendolo davanti a me e mi ci spinse sopra, in modo che che il mio busto fosse appoggiato alla sedia e i miei seni pendessero...
Poi si avvicinarono entrambi, prendendo dei morsetti...
Il mio signore li aveva già usati su di me, quindi non mi preoccupai più di tanto. Fecero fare un paio di giri ai morsetti, giusto per tenerli fermi... Poi, presero dei pesi e, insieme, li attaccarono ai morsetti... Cavolo se era doloroso... Ed eccitante...
Ogni tortura a cui ero sottoposta era, allo stesso tempo, dolorosa ed eccitante... A questo punto, la mistress parlò con il mio padrone e lo fece sedere sul divano, dinanzi a me... I suoi occhi ghiacciati e bollenti scrutavano i miei, facendomi sentire piccola e insignificante... e sua... solo sua...
Ed ecco che partì la sfida della mistress... Immobilizzata com'ero, avrei dovuto avvicinarmi abbastanza per baciare il mio signore...
Mi morsi il labbro... Era impossibile...
Ma i suoi occi fissi nei miei mi davano forza... Sentivo di potercela fare...
Anche se la cosa che più amavo di me, in quel momento, era ciò che mi impediva di sfiorare le labbra del mio signore...
Mi feci forza e capii che potevo allentare la morsa che mi impediva di muovermi...
Tirando e tirando, alcuni capelli si sarebbero spezzati, dandomi l'occasione di avvicinarmi...
E iniziai a tirare con forza... Il dolore era lancinante, ma, dopo poco, i miei capelli iniziarono a spezzarsi nella parte laterale, permettendomi di muovermi abbastanza per mettermi orizzontale sul tavolo... Avvicinai la testa.. mancavano pochi centimetri... Mi feci forza osservando gli occhi del suo padrone... e arrivai a sfiorarlo...
Ma non ce la feci... SueLay mi tirò indietro, divertita.. e prese una forbice...
Le sue intenzioni erano chiare... "Se vuoi davvero baciare il tuo padrone... elimina l'unico ostacolo che te lo impedisce... Dimmi taglia..."
Rabbrividii... I miei capelli... In un attimo mi passarono davanti agli occhi i momenti della mia vita passata... I miei capelli erano la cosa di me a cui ero più legata... li curavo con la massima attenzione e, adesso, quella mistress mi chiedeva di tagliarli all'improvviso...
Presi un respiro profondo e fissai il mio signore, fissai Luciann... Per lui... avrei fatto di tutto ..
"Taglia"...
Mormorai allora... e sentii la forbice guizzare lungo la mia testa. Chiusi gli occhi, cercando di non pensarci e, quando li aprii, mi resi conto che la mistress aveva tagliato solo una ciocca... e la cinghia, liberandomi, in modo che potessi raggiungere il mio padrone e baciarlo...
Le sue labbra sulle mie furono una ricompensa più che ambita per il mio compito...
"Hai una buona slave"...
Fu il commento della mistress. Il mio padrone mi lasciò scivolare a terra e mi misi prontamente in ginocchio, ringraziandola per aver risparmiato i miei capelli..
Ma la mistress si avvicinò a me.. dicendo che sarebbe tornata a riprenderseli... rabbrividii, mentre la sua lingua mi esplorava la bocca...
La sfida era aperta. Il mio signore era curioso di incontrare di nuovo la mistress, con la sua slave... E di farli confrontare con noi...
La mistress si congedò, con la promessa che un giorno sarebbe passata a ritirare ciò che le spettava: i miei capelli...
Però ero felice... il mio signore aveva premiato la mia obbedienza concedendomi di dormire ai piedi del suo letto.
Tornai da lui e continuai l'addestramento...
Mi spiegò tutte le regole che avrei dovuto osservare...
Le ascoltai in silenzio: ce la potevo fare, ero intenzionata a farcela... Per me e per il mio padrone!
Recepii e memorizzai le regole, ma fummo interrotti dall'arrivo di alcune persone... Una donna, molto garbata, che il mio signore mi ordinò di servire, e due ragazzi, casinisti, di cui si occupò lui stesso, cacciandoli via.
La donna sembrava strana. Una cinese... E mi guardava in modo simile ma, allo stesso tempo, diverso, rispetto al mio signore...
Mi guardava come un master guarda una slave, ma in lei non c'era la dolcezza che, mista alla severità, il mio signore usava con me..
Poi capii, era una mistress, che aveva contattato il mio signore per lavorare allo Zen Vip nell'addestramento delle slave.
Ascoltai le loro parole, finchè la cinese non si rivolse a me... Mi fece salire sul tavolo, compiaciuta, e mi osservò... Il mio padrone le diede il permesso di "giocare" con me.. E lei lo accolse volentieri...
Prontamente, infilò le mani nei miei lunghi capelli, facendo una treccia parecchio tirata. Poi, mi legò le mani con una cinghia, dietro la schiena... e le allacciò alla treccia... Ero immobilizzata... Per muovermi avrei dovuto tirarmi i capelli...
Come se non bastasse, legò con una corda di canapa, le mani alle caviglie, immobilizzandomi del tutto in una posizione scomoda... Presi un bel respiro e restai in silenzio, in attesa di ordini... Poi... la mistress... sfidò il mio signore...
Ovviamente la sfida dovevo affrontarla io.. Restai in silenzio, attendendo la mossa della cinese...
Prese uno sgabello, mettendolo davanti a me e mi ci spinse sopra, in modo che che il mio busto fosse appoggiato alla sedia e i miei seni pendessero...
Poi si avvicinarono entrambi, prendendo dei morsetti...
Il mio signore li aveva già usati su di me, quindi non mi preoccupai più di tanto. Fecero fare un paio di giri ai morsetti, giusto per tenerli fermi... Poi, presero dei pesi e, insieme, li attaccarono ai morsetti... Cavolo se era doloroso... Ed eccitante...
Ogni tortura a cui ero sottoposta era, allo stesso tempo, dolorosa ed eccitante... A questo punto, la mistress parlò con il mio padrone e lo fece sedere sul divano, dinanzi a me... I suoi occhi ghiacciati e bollenti scrutavano i miei, facendomi sentire piccola e insignificante... e sua... solo sua...
Ed ecco che partì la sfida della mistress... Immobilizzata com'ero, avrei dovuto avvicinarmi abbastanza per baciare il mio signore...
Mi morsi il labbro... Era impossibile...
Ma i suoi occi fissi nei miei mi davano forza... Sentivo di potercela fare...
Anche se la cosa che più amavo di me, in quel momento, era ciò che mi impediva di sfiorare le labbra del mio signore...
Mi feci forza e capii che potevo allentare la morsa che mi impediva di muovermi...
Tirando e tirando, alcuni capelli si sarebbero spezzati, dandomi l'occasione di avvicinarmi...
E iniziai a tirare con forza... Il dolore era lancinante, ma, dopo poco, i miei capelli iniziarono a spezzarsi nella parte laterale, permettendomi di muovermi abbastanza per mettermi orizzontale sul tavolo... Avvicinai la testa.. mancavano pochi centimetri... Mi feci forza osservando gli occhi del suo padrone... e arrivai a sfiorarlo...
Ma non ce la feci... SueLay mi tirò indietro, divertita.. e prese una forbice...
Le sue intenzioni erano chiare... "Se vuoi davvero baciare il tuo padrone... elimina l'unico ostacolo che te lo impedisce... Dimmi taglia..."
Rabbrividii... I miei capelli... In un attimo mi passarono davanti agli occhi i momenti della mia vita passata... I miei capelli erano la cosa di me a cui ero più legata... li curavo con la massima attenzione e, adesso, quella mistress mi chiedeva di tagliarli all'improvviso...
Presi un respiro profondo e fissai il mio signore, fissai Luciann... Per lui... avrei fatto di tutto ..
"Taglia"...
Mormorai allora... e sentii la forbice guizzare lungo la mia testa. Chiusi gli occhi, cercando di non pensarci e, quando li aprii, mi resi conto che la mistress aveva tagliato solo una ciocca... e la cinghia, liberandomi, in modo che potessi raggiungere il mio padrone e baciarlo...
Le sue labbra sulle mie furono una ricompensa più che ambita per il mio compito...
"Hai una buona slave"...
Fu il commento della mistress. Il mio padrone mi lasciò scivolare a terra e mi misi prontamente in ginocchio, ringraziandola per aver risparmiato i miei capelli..
Ma la mistress si avvicinò a me.. dicendo che sarebbe tornata a riprenderseli... rabbrividii, mentre la sua lingua mi esplorava la bocca...
La sfida era aperta. Il mio signore era curioso di incontrare di nuovo la mistress, con la sua slave... E di farli confrontare con noi...
La mistress si congedò, con la promessa che un giorno sarebbe passata a ritirare ciò che le spettava: i miei capelli...
Però ero felice... il mio signore aveva premiato la mia obbedienza concedendomi di dormire ai piedi del suo letto.